Iniziamo col dire che quei cinque giorni dal 28 ottobre al 1
novembre hanno coinvolto 345.000 visitatori (per la cronaca gli abitanti di
Lucca sono circa 88.000). Gli ospiti
professionisti sono stati circa 900, gli espositori 800, gli appuntamenti 1.500
e le mostre 14.
Una ridondanza che ritengo sia la forza principale della
manifestazione, cresciuta esponenzialmente rispetto a quando, nel 2000, andai a
coprire l'evento per la prima volta (conservo gelosamente, come da foto, il
vecchio accredito).
Girando per la città, da un padiglione all'altro, ci si immerge in una dimensione parallela dove la Fantasia è la Realtà e se incontri qualcuno vestito normalmente o che non ha al collo un pass ti viene da compatirlo, ala pensiero che in quei cinque giorno deve continuare la sua vita di sempre senza viaggiare nel mondo dell'immaginazione.
Detto questo, uno degli aspetti che restano impressi è la
quantità di enormi file che si creano per accedere ad alcuni store e
padiglioni, Pokemon (che festeggiano i 30 anni) e Bandai su tutti dove per
accaparrarsi le card o delle statuine in vinile ci si accampa fuori la notte...
Ma anche questo "delirio" collettivo fa parte
oramai del rito, e se sul momento fare 5-6 ore di fila innervosisce, col tempo
quella estenuante attesa farà parte dei ricordi, delle cose da raccontare di
una kermesse che non ha rivali in Europa e nel mondo sta sul podio.
Qualche nome lo faccio, anche perché legato a ricordi
personali, come quello di Claudio Castellini, autore del poster ufficiale dei
60 anni per il quale ero in fila non adesso, ma nel 1991 a Roma, nel negozio
Metropolis (ora non c'è più) per farmi firmare il numero uno di Nathan Never
appena uscito...
E poi Frank Miller, mitologico autore di un Batman
sessantenne protagonista di Dark Knight Returns nel 1986. Ora sessant'anni ce
li ho ed è comunque una bella cosa che, ognuno nel proprio campo, chi da
lettore, chi da autore, chi da giornalista, siamo tutti ancora nel mondo dei
fumetti, almeno per questi cinque fantastici giorni.
E Go Nagai il papà di Mazinga, Goldrake, Jeeg Robot... penso che non ci sia altro da aggiungere si di lui.
Non solo fumetti, dicevamo. E nell'area Carducci, quella denominata dei Games, non solo si gioca ma c'era molto di più. Artisti illustratori, nazionali e internazionali, che dipingevano in tempo reale, stand di card allestiti - e vigilati -come fossero gioiellerie, nuovi protagonisti dell'immaginario e delle realtà giovanili come Gattino Mattutino che, dietro una iconografia Kawaai, scava con ironia nei sentimenti delle giovani generazioni.Visitando i grandi editori, Panini e Bonelli, si percepisce
lo sforzo, e la necessità, di trovare delle idee per contrastare quello che è
il dramma del fumetto odierno, la progressiva scomparsa delle edicole. E quindi
forte spinta agli abbonamenti, una quantità, a volte eccessiva,di edizioni
variant, limitate e ristampe di lusso in ogni forma e formato (si perdoni il
gioco di parole). Nonché il tentativo di miscelare il fumetto con altre arti
come la musica (fumetti con Vasco Rossi, Caparezza, Kid Yugi) e il teatro
(Bonelli con Dylan Dog). Personalmente sono operazioni trasversali che non mi
convincono, ma se servono a tenere in piedi il mondo dei fumetti ben vengano.
Nei social spesso si leggono critiche all'operato di questi
editori, che stanno affrontando un periodo molto complesso che va sempre più
verso la smaterializzazione.
Il piacere di avere tra le mani un bel comic book fatto di
carta e inchiostro a volte appare come un piccolo lusso, ma un lusso essenziale
a tenere in vita l'immaginazione e a proiettarsi in un nuovo mondo mentre si
sfogliano quelle pagine.
Lucca è oramai la capitale mondiale della cultura
dell’immaginazione e guarda verso il futuro: proprio durante il festival è
stato firmato l’accordo di valorizzazione per la costituzione della Fondazione
che darà vita al Museo Internazionale del Fumetto di Lucca, siglato dal
Ministro della Cultura Alessandro Giuli, dal Presidente della Regione Toscana
Eugenio Giani e dal Sindaco di Lucca Mario Pardini. Le porte del museo saranno
aperte per celebrare il fumetto, l’illustrazione, il gioco, l’animazione, le
opere multimediali e interattive, e tutti i linguaggi della cultura pop
internazionale.







